Spirito di Roma

Spirito di Roma
Ideazione e realizzazione del progetto espositivo: Emanuele Lamaro
Curatore: Francesco Gallo Mazzeo

 

“SPIRITO di ROMA” con PREMIO ARTE ROMA 2016, rappresenta un grande evento, capace di catalizzare l’attenzione di collezionisti e amanti dell’arte, in un panorama che riesce, per la prima volta, a confrontare su uno stesso piano artisti della storia del ‘900 insieme ai nuovi talenti di oggi.

“SPIRITO DI ROMA” è una grande mostra, un riferimento, è anima ed essenza vitale di un periodo storico molto intenso, che ha visto nascere, crescere e distinguersi grandi artisti, uomini e donne, accomunati da un pensiero di vita artistico, anticonformista e, a suo modo, rivoluzionario che è diventato anche salotto di incontri e confronti. Pensieri, plasticità, passioni, icone e forme che sono diventate storia e tracce da seguire per gli artisti delle generazioni successive.

«Lo Spirito di Roma non è qualcosa che si possa toccare con mano e nemmeno che si possa vedere o sentire, è un quid, qualcosa di enigmatico che agisce come una strana energia e detta comportamenti, atteggiamenti, linguaggi che poi si trasmutano in cose materiali e immateriali, che qui prendono una connotazione diversa, inaspettata originale, che in altri luoghi, in altre città. E’ come un grande filtro e un grande diffusore che prende e dà, prende da tutto il mondo, da tutte le culture, da tutte le mode, connotando in modo speciale, romano, ciò che viene da lontano e diffondendo se stessa anche in luoghi remoti, una fisionomia inconfondibile. Questo per la sua storia millenaria, che le ha dato un ruolo e uno statuto del tutto speciale, ma anche per la sua attualità, in apparenza distaccata e sonnacchiosa, ma in realtà ben viva e vitale, per cui bisogna fare i conti con le sue pietre, con le sue leggende, con le sue mille complessità che hanno trovato nel barocco storico e nei mille barocchi successivi, lo stile suo proprio, ai tempi della contaminazione dell’uno col tutto di un cinquecento rinascimentale, che nei secoli successivi si è arricchito di classicismi e modernismi, fino al guizzo del novecento in tutti i suoi risvolti e pieghe di festosità e sofferenze. Di questi motivi culturali e artistici si sono fatti portatori e interpreti quei giovani che negli anni sessanta, settanta, si riunivano da Rosati in Piazza del Popolo, diversi tra di loro, profondamente romani e attenti al vento anglosassone: Mario Schifano, Tano Festa, Franco Angeli, Renato Mambor, Sergio Lombardo, Cesare Tacchi, Giosetta Fioroni, Pino Pascali, Jannis Kounellis, Mario Ceroli. In fondo erano poeti e immaginifici, attratti dallo stare insieme, dal parlarsi, dal frequentarsi, ma non una vera scuola, un modo di essere creativi come lo possono essere, uomini e donne di diversa provenienza, ma accomunati, dal frequentare le stesse strade e piazze, dall’essere attuali e contemporanei all’età della storia e della loro giovinezza, incipiente di comunicazione e di mass media.»

Francesco Gallo Mazzeo


«Con la mostra “Spirito di Roma” si celebra un periodo storico considerato fra i più fertili dell’arte contemporanea italiana. I protagonisti di quella straordinaria avventura, da molti definita come “pop art italiana” o “scuola di Piazza del Popolo”, erano un gruppo di giovani artisti diversi per estrazione e per linguaggio, ma che condividevano quel clima culturale, generatosi a Roma alla fine degli anni ’50, che li avrebbe in poco tempo condotti alla creazione di un nuovo codice espressivo, per certi versi rivoluzionario, tale da esercitare una duratura influenza sul mondo dell’arte.

L’esposizione studiata per lo Stadio di Domiziano si propone di rappresentare alcuni squarci sulla Roma di quegli anni, attraverso un nucleo di opere selezionate, espressione di un decennio “mitico”.  Il progetto espositivo è arricchito da documenti ed immagini che intendono far conoscere ai visitatori oltre ai valori artistici anche i frammenti socio-culturali di un periodo così esaltante per la città di Roma e per la modernità italiana. Mai come in quegli anni infatti Roma fu palcoscenico delle nuove tendenze internazionali e gli artisti di Piazza del Popolo ne furono gli attori protagonisti.»

Emanuele Lamaro